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Verona, Italy
A chi non si perde mai d'animo, a chi vive ogni giorno come una meteora e scava nel suolo degli altri una profonda verità... (Federica)

lunedì 1 dicembre 2008

FRASE DEL GIORNO

CHI VUOLE IL MEGLIO SI DA' DA FARE....

lunedì 24 novembre 2008

gita fuori porta

Spesso ho avuto la sensazione che le persone volessero conoscermi come si fa con un'escursione organizzata, toccare e vedere, respirare ed udire di tutto un pò come in un parco giochi culturale dove si può imparare dalla diversità. Questo mio essere variegata come un giardino botanico mi fa ahimè paradossalmente più danno dell'essere piatta, routinaria o conformista. Invece di attrarre allontana perchè la gente non sa come porsi, non mi può prevedere e poichè tendo a spiazzarla si distanzia per non sentire che perde il controllo. In fondo è più comoda l'idea di poter dominare le persone e le situazioni piuttosto che quella di condividere ed essere consapevoli l'uno della diversità dell'altro...

Metafora del trampolino

Quando si sale su un trampolino fa paura l'altezza ed ecco che se le punte dei piedi arrivano a sfiorare il vuoto sottostante, se il trampolino si muove ed ondeggia per lo sbalzo timoroso, se l'acqua appare lontana e profonda, si comincia a sudare e cresce la tachicardia, si vorrebbe arretrare e lasciar perdere, si cercano scuse inconscie e banali, si cercano alibi per ritirare le forze...
ma all'improvviso, uno slancio, un tuffo nel tuffo dentro la coscienza e verso se stessi... e ci si butta...
L'emozione che scaturisce al buttarsi è più forte della paura e suole essere quella che si cerca di nuovo quando ci si è tuffati, per rivivere quell'adrenalina, quella meravigliosa possibilità che ci è stata offerta dal coraggio.
Che parola magica quella del coraggio....fa superare ostacoli, barriere e pregiudizi verso se stessi e gli altri....

Un pesce di nome....

ora solo capisco un pò di più...mi sono innamorata di un piccolo paese perchè io sono una grande metropoli ma non lo sapevo fino ad ora...
sempre ci si innamora di ciò che è diverso da se stessi per conoscere ed esplorare solo quelle parti di realtà che mancano nel nostro bagaglio culturale e di crescita.
Ma può essere che una piccola città di provincia non voglia confrontarsi con una più grande, caotica ma più ricca? Può essere che il suo piccolo mondo voglia rimanere tale? Non voglia allargare ed esplorare i suoi orizzonti?
Forse è come nell'oceano, un pesce grande può mangiare quello piccolo ma solo alcune specie di piccole dimensioni possono spaventare le grandi.
Un pò di mesi fa a febbraio ho conosciuto un pesce piccolo, molto colorato, giallo e arancio in qualche punto. "Me he encantado a mirarlo buscando una cohomprension a tanta rara belleza" e dopo mi sono soffermata a pensare se questo pesce desiderava entrare nel mio acquario per essere curato, protetto e sfamato. I miei sforzi presto mi hanno fatto capire che tutto il mio cangiante e sfarzoso abito non erano da lui notati e che il mio essere variopinta eccentrica ed allegra non faceva alcuna breccia su di lui. Anzi forse non gli piacevano poi così tanto queste caratteristiche perchè un poco lo spaventavano. Un pesce piccolo quando ne incontra uno grande ha paura. Questa è la mia idea. Questa è la paura di cui lui parlava. Non era mancanza di desiderio o di interesse ma una mancanza di fegato per affrontarmi. Anche se io non lo avrei mangiato tutto in un colpo ma un pò alla volta con il desiderio di assaporare tutte le sue parti....

domenica 19 ottobre 2008

complicità

ora ti leggo nel libro della mia vita e più che mai attendo di scriverne il significato
nella condivisione di emozioni e sapienza...
cammino sola ma accanto a te e sento il palpito del tuo coraggio
miraggio di luna in una notte di nebbia
costellata in trasparenza di sapide volture...
chissà se sapremo vincere le nostre rispettive paure

senza ritorno

come sotto una lente ogni difetto diventa visibile ma
incommensurabile nella sua umana spontaneità
ogni piccola minuzia da impercettibile si fa ora grande, importante e la dimensione diventa reale palpabile,
il cuore pulsa sempre nella medesima direzione e con la medesima intensità ma
ora si sente l'espandersi del pompaggio, il rumore dei ventricoli, l'ineluttabile e ritmico movimento vitale.
da uno sguardo
da una carezza
da un'ebrezza
adesso non si torna più indietro e spengo la luce e gli occhi nel silenzioso attendere del tuo felpato passo...

mercoledì 15 ottobre 2008

che meraviglia questa precarietà

Scrive Giuseppe Ungaretti
"Si sta come, d'autunno sugli alberi le foglie".

La vita nella sua stagionalità rappresenta un momento x, un atomo invisibile ma presente, un pensiero intangibile ma portante, che fanno essere ogni cosa intrisa in un ordine superiore e supremo e c'è un prezioso e preciso istante in cui le lancette combaciano all'unisono con le tacchette dell'ora o dei minuti.
Il segreto è questo... saper vivere come le foglie della poesia di Ungaretti, sapere cioè che lo splendore dei colori autunnali, la progressiva atonia dei rumori e la solerte attesa del tempo che scorre... preludono all'inverno silenzioso e vellutato, come un ineccepibile disegno di caducità ma che fa ridondare di semantica tutte le espressioni e le esperienze già vissute...
Si.... nella proiezione dell'inesorabile termine al quale giungono tutte le cose c'è un raggio di luce che immobilizza e rende eterni tutti i colori, i sapori e le sensazioni che la realtà ci regala...
Ecco io mi sento così, mi sento come un cavo di rame scoperto, nudo, senza guarnizione e so che resisterò poco al freddo e alle intemperie ma sono altresì felice perchè posso viverne i rischi e le opportunità con un'intensità maggiore a qualsiasi altra frequenza.
So ove andrà a cadere il mio corpo....in un suolo duro e aspro ma so che prima avrò respirato ogni micron d'aria e ne avrò susso tutta l'anima....

lunedì 13 ottobre 2008

Io Non voglio più aver Paura, Verona-Trento regionale delle 20.09

Tornavo da sola in Trentino con un treno regionale che partiva alle 20, 09 da Verona e per non arrivare fino al dodicesimo binario dal quale partiva un interregionale alle 20,00 sono salita su questo al primo, per non fare troppa fatica con la valigetta pesante che mi accompagnava...
Come me una ragazza giovane,bionda e carina sui 20 anni che molto timidamente mi ha chiesto se quel treno andava a Trento e si è seduta vicino a me. Entrambe eravamo rivolte verso la porta d'ingresso del vagone, non troppo lungo, del regionale.
All'improvviso all'altezza della stazione di Ala-Avio, dall'esterno del treno appena arrivato e fermo sulla banchina, per permettere la salita dei nuovi passeggeri, ascoltiamo urla e suoni sgraziati che si avvicinano al nostro corridoio e diventano sempre più forti fino a sorprenderci alle spalle con un forte passo e alcuni conati repressi. Un uomo nord africano sulla quarantina si porta verso di noi, trascinando una valigia forse pesante o che forse le forze non gli consentono di sorreggere bene.
Con goffa scompostezza e intensa sguaiatezza si siede di fronte alla bionda fanciulla e da quel momento in poi capiamo improvvisamente che il nostro viaggio a Trento si sarebbe fatto lungo, che non avremmo potuto dormire maavremmo dovuto fingere di farlo per evitare che quella persona, così fuori di se da non riuscire a stare eretta, ci importunasse nel finto sonno, ci molestasse o ci aggredisse in qualche modo.
Ho contato ad occhi chiusi 5 pugni forti sul vetro del finestrino, quasi a volerlo sfondare, forse per confrontare una vita vuota con il pieno ed il duro della realtà più scontrosa che un uomo così ridotto può aver affrontato.
Ma dentro di me ripetevo come un mantra buddista che non è giusto, che non devo più trovarmi e nessun'altra donna insieme a me, in una situazione del genere, non devo e non voglio più fingere di dormire per ignorare e sfuggire alle provocazioni di qualcuno che nel suo paese non può nè usare nè abusare di alcool....
E così ho aperto i miei occhi fino alla fine del viaggio, mentre la bionda ragazza cercava di dormire un sonno fittizio.
Ho voluto affermare la mia non paura, il mio rifiuto, il mio diniego verso quella situazione e guardare a testa alta, con tutto l'odio ed il rancore che i miei occhi sanno a volte esprimere, quella sofferenza che stava prevaricando il mio desiderio di un rientro tranquillo dal lavoro, che stavano perpetrando una situazione di impotenza e di fragilità.
Ecco un altro urlo, poi un conato, poi altri due, poi frasi sconnesse che coinvolgevano anche il suo Dio e che cercavano di interagire con la ragazza la cui espressione terrorizzata non mentiva dietro a quegli occhi chiusi ed alle mani giunte in segno di croce e difesa, come nel timore che un di lui sobbalzo potesse entrare in collisione con lei, con il suo corpo vicino e indifeso.
Altri conati e poi un nuovo sorso di vino da un banale bricco di cartone preso al primo supermarket, poi forse un gemito e altre parole confuse...Le mani dell'uomo sottese in gesti di imprecazione verso la ragazza e poi rifugiarsi nei pantaloni, forse per sfregio alla mia sveglia e vigile noncuranza mentre cercavo conforto in un amico lontano attraverso messaggi che il telefonino ormai scarico tentava di mandare. Ma forse sarà stato il mio affronto ad occhi e mente lucida a portarlo a chiedermi scusa, in un linguaggio biascicato e non scandito, a condurlo, una volta giunti a destinazione, a buttarmi una scatola di salatini per terra in segno di disprezzo o forse di perdono. Questa volta no, però, non sarò io a giustificare, non sarò io a cercare sempre il bene nel male, ripiegando su di me una colpa che non c'è e se anche avevo una gonna e se anche avessi avuto un jeans, non sarebbe cambiato nulla, non ho invaso io la sua dignità, non ho provocato io la sua debolezza, non ho fatto nulla di cui rimproverarmi se non l'aver evitato dieci metri di sottopasso per prendere un altro treno, ma forse lì sarei stata colpevole di aver abbandonata un'ignota compagna di viaggio....

Anche la risposta di un amico poliziotto mi ha stupita e lasciata attonita, quasi a sminuire e minimizzare il nostro breve ma eterno quarto d'ora di terrore...alla mia presunta critica sull'assenza di polizia ferroviaria su quel desolato treno, la sua risposta ironica ma fuori luogo è stata..."forse siete più sicure così che con noi nei dintorni"...come se un'infermiera in urgenza cardiaca dicesse "bè dai speriamo che non ti venga un infarto quando ci sono in giro i miei colleghi"....
Me ne torno così a casa, di fretta e guardandomi le spalle...allibita e amareggiata perchè ancora c'è qualcuno che pensa che se una donna può provare paura per qualcosa può essere anche colpa sua o c'è un'ombra di giustificazione o un deterrente qualsiasi per chi si permette di ledere alla tranquillità altrui, per chi può agire indisturbato su un treno e può toccarsi, sputare e vomitare le sue viscerali debolezze di fronte a chiunque...ma preferibilmente ad una donna o a due giovani indifese....e se fossimo state sole? e se ci fosse scappato il morto o lo stupro? solo allora forse ci sarebbero state pena e consolazione....perchè in Italia le notizie che fanno scalpore sono quelle più estreme e non fa rumore sapere con quanto coraggio molte volte noi donne siamo costrette a viaggiare...

martedì 7 ottobre 2008

risveglio

le ali di luna si schiudono in volo,
una brezza marina mi culla nel sonno

leggera frescura che alita a tratti
e granelli d'oceano si evolvono in sassi

mi sveglio alienata da questa visione
la fronte imperlata e l'ansia divampa
da tanta emozione

rintocca la sveglia nel caldo silenzio
e una volta ridesta ritorno nel lembo

lunedì 6 ottobre 2008

per noi che non è mai iniziata e non finirà mai.....

una lieve ma intensa vibrazione alla quale vorrei potermi abbandonare...
i tuoi baci come dolci carezze sulla pelle che solo tu sai assaporare

il mio collo assediato dai brividi che mi convolano alle stelle...
e la mia anima, attonita, frente a te si è calmata...un tempo indomita e ribelle

seppur era solo frutto di una provocazione, hai fatto di me
in una sera
una dea della seduzione....

per mia cagione non ti vedrò più...
ma il tuo sguardo, le tue labbra e la tua dolce attenzione...saranno compagni di viaggio
nella di me difficil comprensione

martedì 30 settembre 2008

Romani se ci siete battete 3 colpi!!!!

Agli amici romani vicini e lontani voglio sottolineare che è iniziata di nuovo l'intensa attività narratoria che tanto mi rinfacciavano su questo blog definito da loro scarno....alla mia replica che lo avevo denominato una boutique di gioielli pochi belli e ben esposti (ben inteso gioielli a me preziosi , perchè per taluni potrebbero essere solo bigiotteria di bassa qualità) spero ora non rispondano che la produzione "artistica" si sta abbassando talmente tanto di livello da aver rasentato il bazaar!!!
comunque ribadisco che i romani all'estero promettono MARI e MONTI....TRENTINI(Fuerteventura, maggio 2008), poi in italia si defilano come PINGUINI!!!
Le amiche trentine....rimuginano tali promesse....e sperano potersi presto accomiatare da voi in quel di Roma...,così chiamamola una gita....fuori porta!
Ovviamente saranno chiamati all'appello i ricordi esilaranti, di cui noi povere vittime italiane con una "guardia civil campeona" e un espaniol muy caliente....e questa volta non avevo colpe ma semmai qualche merito.....;-P

lunedì 29 settembre 2008

forse sono stata anch'io vittima di un gioco (sfida?)

ma nessuno a me si è sentito in dovere di chiedere Scusa...

il valore che si attribuisce agli oggetti nasce quando da piccoli dovendoci confrontare con un altro coetaneo, circa un gioco che ci piace molto, ne testiamo la bellezza dal desiderio che lui stesso prova per la medesima cosa.....infatti molti bambini sono attratti da ciò che non possono avere perchè di proprietà del compagno di giochi e nel momento in cui dovesse perderne il possesso, cesserebbe anche la volontà di considerarlo desiderabile....in realtà non è molto diverso da quello che a volte fanno gli adulti....anche se anzichè di oggetti si può parlare di Soggetti contesi...con la differenza che i bambini, saggi come sono, nella loro spontaneità, dimenticano in fretta e non serbano rancore, anzi sono i primi a tendere la mano agli amichetti con cui hanno appena litigato...perchè sanno in fondo che forse non era stato tanto nobile litigare per un giocattolo ma semmai capire la vera natura dello stesso!!! altrimenti che senso avrebbe il giocare se non quello di costruire, sedimentare e fondare consapevolezza e conoscenza sulla base dell'esperienza?

Stupore d'infanzia

giorni proliferanti di confidenze, ad un pubblico forse esausto di riceverne.....queste mie riflessioni, talvolta veri e propi "vomiti" di idee non sono altro che un catartico sforzo di eludere e aggirare pensieri non proprio positivi, che spesso si abbattono sulle mie superfici, come una pioggia costante di grandine che attende l'arrivo di un arcobaleno, come un uragano mediatico che sta per epilogare in un articolo di cronaca nera....ma il mio desiderio di attenzioni, è solo un rifugio d'elite di pensieri un pò scomodi, che forse molte persone vivono già quotidianamente e per questo non merita voce se non, per difendere anche il loro palcoscenico....
la vita è una giostra che ruota attorno ad un perno, l'idea o il valore che esso sia tutto ciò che maggiormente conta è l'errore più grande che si possa fare...la libertà, l'aria, la risata roboante di un bambino che si esprime giocando in un vorticoso moto di sensi è l'unico vero grande e incommensurabile significato che il Creato ci abbia donato...e solo dopo da adulti siamo in grado di fermare quella giostra.....in nome del nostro "orgoglio" e della nostra "fierezza".....

sabato 27 settembre 2008

tu che mi stai leggendo e ascoltando a distanza....tu che mi stai supplicando di non dimenticarti mai, tu che vorresti volare sulle ali della mia fantasia re di ogni mio sospiro....guarda dentro te stesso, come io sto facendo, e tutti questi anni attesi nell'ansia di farmi innamorare, non sarebbero forse stati meglio rivolti altrove? la tua profonda intelligenza, la tua infinita dolcezza, la tua costante caparbietà non hanno cambiato il destino dei fatti, non ti hanno fatto diverso ai miei occhi perchè io di te ho il più bel ricordo e pensiero, la più profonda stima....ma l'anima mia non ti potrà mai appartenere...forse un giorno in un'altra vita.....
"E all'improvviso un mormorio d'ombre, un rumore sinistro ai nostri piedi ci fa temere che i topi siano già qui, fra di noi.E mentre corriamo in cerca dei bambini, temiamo che il "c'era una volta" ci raggiunga come una lingua nera. E che, come una profezia, si compia per noi la fiaba."
Juan Mayorga

giovedì 25 settembre 2008

parole "vomitate" dall'anima....

sola davanti al ricordo di me stessa, aiutata da un esoterica forma di conoscenza questa sera ho capito molte cose e so quale strada dovrò seguire per raggiungere la felicità interiore. Per prima cosa devo inchinarmi di fronte alla verità che h0 sempre perseguito ma che come un paradosso del destino ho spesso celato dietro una costellazione di minuscole bugie, che tutte insieme sono diventate inestricabili gomitoli di nodi.....So quando, quanto e perchè ho mentito, e qui in questo mio blog pubblico le mie scuse...ufficiali a me stessa, alla mia famiglia e a due uomini di recente conosciuti....All'uno mi scuso dell'altro, perchè ad uno ho mentito col cuore e all'altro col corpo...e quello che mi fa più male è che la prima ad essere stata tradita sono stata io, me stessa, nella mia complessità e nell'incapacità di capirmi veramente in profondità, nella pigra e costante tentazione di non fare il mio vero bene, ma di fare sempre e comunque quello dell'altro, senza rispettarmi e soprattutto prendendo in giro tutti....nessuno escluso. Chiunque se messo sotto accusa espone le unghie in segno di attacco ma è un'ovvietà dire che sia solo una difesa....sicuramente non volevo mortificare l'orgoglio di alcuna persona, ma il risultato è stato proprio questo....ho perso degli amici nuovi e di spessore e ho rifuggito la possibilità di conoscere e farmi veramente conoscere dall'unico ragazzo che mi abbia veramente colpito nell'anima....e di anima sono fatta....non cerco altro che la pace e l'equilibrio dei sensi....non cerco emozioni last minute nè surrogati d'affetto cerco una persona che voglia condividere un viaggio e che sappia che sono un universo da scoprire e che mi dia la possibilità di entrare nel suo piccolo grande mondo

mercoledì 24 settembre 2008

Cercandoti

Nel vuoto, nella mente offuscata....nella nebbia che ostruisce tutti i pori, come una cortina di ferro, come una coperta di resina, sento di essermi intrappolata nella tua coscienza...come un insetto in una goccia d'ambra...in una lacrima amara che solo un Pierrot può asciugare....sei vivo e presente da quella sera sul lago...non ti ho deriso, non ti ho confuso...e con te mi voglio scusare, profano altare della mia semplice complicatezza...di te ho paura....perchè sai dove e come trovarmi, sai cambiare i miei umori, sai sfiorare i sapori....della mia vellutata pelle della mia anima ribelle....sei l'essenza soprana di una diafana luce di coraggio...sei il mio percorso a ritroso...sei colui che può diventar......

sabato 26 aprile 2008

Eredità medioevali

Non è facile essere una Donna Moderna, bisogna contemporaneamente ottemperare ai desideri ed alle proiezioni di mille interlocutori che ci vorrebbero vedere crescere a loro assoluta ed insindacabile immagine e somiglianza.
Le mamme, le nonne, i papà, le zie....i fratelli, le sorelle, ma anche le Cugine, ci vogliono indirizzare...ci mandano un messaggio subliminale incessante e continuo creando un caso mediatico ed elettivo a volte quasi ipnotico e impositivo con ritmati mantra persecutori "Devi sposarti, devi avere figli, devi laurearti, devi essere fedele sempre nella buona e cattiva sorte (anche se lui va a letto con la tua migliore amica e tu li hai scoperti...), devi fare buon viso a cattivo gioco con la suocera, con i figli, con il marito, con i vicini, con il cane dei vicini e con la zecca che ti ha devastato il pelo del cane...ma se non la togli con una certa maniera il cane ti può anche andare a finire male...."
E tutto ciò in nome di cosa? Di una ovvia ed incondizionata depressione latente che prima o poi si riverserà come una scure su tutte le persone sopra menzionate....Improvvisamente tutti diranno che stai svalvolando, che non sai controllarti e che non sei fondamentalmente mai stata a piombo!
Quindi...cornuta e mazziata! Vittima del regresso più che del progresso...perchè in realtà la società va avanti e trova sempre più modi per essere libera e felice, comoda e funzionale (la possibilità di fare figli quando sarebbe impossibile, la possibilità di separarti, la possibilità di lavorare e accudire la casa e il marito in contemporanea, la possibilità di non soffrire per le malattie o almeno attutirne il dolore....) ma TU NO devi rimanere ancorata alle convinzioni culturali che il medioevo ha già ampliamente superato, devi sottostare rigorosamente al principio della mediocrità decisionale, devi SOFFRIRE E BASTA CAPITO?! Non ti è permesso fare e scegliere da sola quello che ti rende più allegra e soddisfatta, e se a te piace viaggiare, fare del volontariato oppure donare i tuoi organi (anche se da viva....), lo puoi fare solamente a patto che tu RIESCA A SUBIRE UN PROCESSO ALLE INTENZIONI ED AL TUO COMPORTAMENTO!!!!
MA OH!!!! STIAMO SCHERZANDO???
Già da secoli dobbiamo ricorrere a forzati comportamenti che ci vengono imposti dal marketting maschile, ovvero depilarci, comprare le calze autoreggenti e indossarle anche se siamo allergiche al lattice che le fa stare immobili (...per un quarto d'ora...poi) e su alcune di noi fa effetto Amadori (cioè salsiccia di puro suino), piuttosto che sopportare un uomo quando si ammala anche per un banale raffreddore...e noi magari abbiamo una tracheite folgorante o l'infiammazione del trigemino in corso....Ma dove stiamo andando? Ma perchè loro-i maschi, dall'alto della loro pelata sulla nuca non sono costretti a rasarsela tutta ma gli viene concesso pure il riportone? perchè?
Perchè se loro hanno una panza che fa provincia possono continuare ad averla mentre se noi abbiamo un posteriore grande come un hanger dobbiamo ricorrere a 1986 metodi differenti (e sofferenti per di più) per farlo diminuire? Perchè loro possono guidare malissimo se hanno il cappello in testa mentre noi, anche se siamo state esaminatrici della patente o insegnanti di guida sicura, siamo sicuramente incapaci? Ma dove sta scritto?
Trovatemi per cortesia la BIBBIA dell'Uomo o le Sacre Scritture Maschili che sanciscono tali consuetudini nella nostra cultura occidentale. Così se le trovo scritte magari mi ci adeguo anch'io con religiosa sottomissione...

siamo donne.... oltre l'isterismo c'è di più

Perchè? Perchè mai noi donne tendiamo a sfogarci delle frustrazioni che riceviamo con le amiche o con la famiglia? Perchè non riusciamo a guardarci dentro e non siamo capaci di complicità tra donne ma invece siamo le "numero uno" delle accuse reciproche? Soprattutto per quale strano e perverso meccanismo riversiamo sui nostri più prossimi vicini le paure che viviamo e proiettiamo su di loro le nostre debolezze?
Accusiamo gli altri di ciò che non accettiamo di noi stesse e questo specchio crudele ci rende un pò come la matrigna nella favola di Biancaneve: acide ed insoddisfatte, ma soprattutto perfide e capricciose, capaci di qualsivoglia maledicenza pur di riuscire a nascondere i nostri difettucci dietro ad un filo d'erba, abilissime nel ferire a morte con parole ignobili ed in un solo istante cancellare tutto ciò che di bello abbiamo costruito fino ad un attimo prima.
Quali nefandezze discendono da quella malefica mela che Eva (non poteva aspettare qualche millennio e venire a sceglierne una in Trentino magari meno aspra e velenosa...) raccolse e porse al suo amato Adamo!

venerdì 25 aprile 2008

Estasi

Mente offuscata
dilatata nel sottile vibrante ricordo
della tua vaga voce
mi appari e scompari nel giuoco della fantasia
come una musa nel quadro di una poesia...
le vene pulsanti e in rilievo
sembrano evadere dal corpo avido di emozioni scabrose...
ti aspetto tenebrosa notte e
bramo un respiro sul mio languido seno,
immane
nel palmo della tua piccola mano...

L'orologio

La lancetta dell'orologio
come la ruota del criceto
va senza senso avanti e indietro
e chi la gira forse non sà
quando arriverà la sua metà...
Eri sornione quella sera
movenze lente e sguardo sfuggente
per non essere troppo a me evidente
ma io ignara della tua presenza
ho smarrito da lì la mia coscienza...
Nulla di strano ed anzi banale
ma dentro a quegli occhi normali e sinceri
ho rivisto i miei karma dall'eternità a ieri...
Forse sei tu come la profezia
di tua mamma, di Flavia e di mia nonna Maria
ma il tempo solo lo chiarirà...
quando la lancetta tua alla mia
si sovrapporrà...

Il Treno

Scivola sul metallo
e si muove in un ritmato ballo
Scorre e fugge lontano
seguendo le ansie e anse invano
Rallenta e frena
con ritrosia aliena
Raccoglie umori gioie e dolori
e li trasforma in nuovi tepori
Sa essere giocoso e silenzioso
e al contempo serio e rumoroso
Unisce vicini e lontani e
porta cittadini e villani
con somma democrazia
e l'Europa dell'Italia si sente la Zia

La locanda dello scalco

La pietra nel muro
il sogno del puro
gli aromi rotondi
le luci e gli affondi
Il tempo si arresta
la tavola in festa
gli sguardi che sfuggono dalla finta finestra ...
Preziosi dettagli
sonori sonagli
ma il vero trionfo
rimane il sapore
ricordo di un viaggio d'antico tepore...

Sonno

Mi appisolo,
accoccolata nel vano di piume leggiadre
al lume di una fioca fiamma
respiro lento e affanno a stento
un sobbalzo
mi scuote appena
e un dondolio leggero mi aliena
ritraggo le mani avvolgendo il petto
e con quella croce
il mio cuor peccaminoso
libero dal difetto.

Bolla di sapone

Si avvia
poi tace
se piace resta
oppure lesta
se ne fugge
l'attenzione
catturo un'emozione
ma ora ho solo paura
e verso di lei tensione
non voglio più scrivere
ne pensare
non voglio più crescere ed amare
giocherò col lavoro e coi sentimenti
ma solo con persone non intelligenti

La locanda dello scalco

La pietra nel muro

il sogno del puro

gli aromi rotondi

le luci e gli affondi

Il tempo si arresta

la tavola in festa

gli sguardi che sfuggono dalla finta finestra ...

Preziosi dettagli

sonori sonagli

ma il vero trionfo

rimane il sapore

ricordo di un viaggio

d'antico tepore...

Attrice

Nella notte tutto trema,
un'ordito a trama in scena
È il teatro, sua passione,
scuro o chiaro…è la sua pena
Lei si da con dedizione
Poi in un antro piange e oppone
Una strana resistenza al suo volere e alla sua essenza
Mamma, mamma, mamma, mammina dove sei?
Sei nascosta su quel palco sentimenti intrisi in talco
E la tua bramita gloria è un plauso di vittoria.
Io lo so! sei incisiva
frente a pubblico sei viva
Ma conservi amaro un sogno
E spero un giorno tu sia diva.

A Ivan

...e sulle note di Mina ti perdi la mia luce
ma ascolti silenziosa la sua immensa voce
La doppi e la rifuggi in un rincorrere di suoni
con la sua incisiva melodia lei è la culla
del tuo oblio.
Parole dure e schiaccianti che volano
nel solco della mia fantasia e vivide riaffiorano nella tua malinconia
Ma il tuo gesticolare enfatico di idee e fervido di te ricordo veleggiare in quel profondo blu
con il tuo inebriante umore le mie corde hai toccate
come un'arpa leggiadra
che fa del peso della vita
umana velleità

Pudore

Forse questo tremore,
questo pallore
è il frutto, anzi,
il germoglio
di una candida ma ingannevole speranza
che fa di me un impuro filtro
di emozioni lascive. Nocive
saranno le tue parole
ed anzi
per quanto già in me lo siano
ora la paura e la vergogna spiano.

Fino a qui

All'alba un riflesso ambrato
Ti ricorda a me intrappolato
nell'anima un segreto ardito
immobilizzato nella resina intriso
È il senso della tua vita finora scritta
è l'attimo in cui è stata trafitta,
quando oscuro il dentro si è riverso su te e il tuo amore nello specchio si è avvizzito ma terso
Lei era il tuo sogno di gioventù
e tu per lei sei ancora di più
un santino, un'icona, una fotografia
un'immagine sacra,
una reliquia della follia
Eri per lei quello che sei per me
un invisibile ombra
con cui parlo di te
uno schiavo innocente di un unico sistema
dove la terra non solo per mano di Dio trema
dove la paura regna sovrana e
l'umiliazione infittisce la trama di una cruda civiltà umana.
Hai fatto bene a fuggire da me
banale esistenza
che rallenta la tua coscienza
dove ti era imposto
nel silenzio di capire e
nella routine di infierire sul tuo passato
Scurdammocene.

La tua paura

Come in un film di D. Argento
io ti leggo dentro,
nelle viscere strappate
posso vedere e sentire lacrime urlate,
l'odore amaro dei tuoi pensieri
incupisce i silenzi neri
nel sangue del tuo passato
c'e' un sogno rotto e spezzato ma nulla è davvero perduto
se sai decifrare il beffardo futuro.
Devi avere pazienza
perservare e coscienza
quello che hai sempre cercato
ora puoi averlo trovato
basta che ti guardi dentro ed evapori
il tuo sentimento...pentirsi non era corretto
tu sei morto dentro ma non x tuo difetto
e' il destino che si e' preso gioco
ma la gioia non può essere
un effimero e goliardico fuoco.

S.Valentino piange

Petalo dopo petalo
vorrei sfiorare la tua pelle
come una rosa rossa...dal profumo intenso e inebriante
dal color vermiglio cangiante
la mia pelle freme come il suo velluto geme
sotto l'alito di un vento leggero profuso nell'aire
Sincero il tuo sguardo, amaro e distante,
perso nel vuoto della di lei memoria
ed io
col sangue scrivo quì la mia triste storia

La fiducia vince sulla paura

Le ali si schiudono all'unisono
in un moto leggero e ondulato
Nell'aire si libbrano emozioni eteree
sospese tra cielo e mare
sottese fra terra e fuoco ...
passione che cancella paure
tensione e mostruose creature
frutto della nostra coscienza
vigili sulla mera esistenza
ma quel volto diabolico e mefitico
altro non è che un sospiro onirico
che al nostro risveglio
sarà un triste e inutile cimelio...

Raffaele

Occhi cerulei,
sguardo evasivo,
respiro vivo e intelligenza profusa
Vorrei svanire tua onirica musa
vorrei assopirti con le mie fusa
un bacio teso ma vero e ardente
nell'animo un diafano cuor struggente
tu cavalier valente ed io dama promessa al pianto
a te vicina al tuo dolore e nell'ingegno affranto
sii forte e lucido nel tuo cammino
Il male perseguita chi nella vita è vero divo
e tu, per onore e onere lo sarai sempre
rinforzando spirito e tempre

Poesia da more

La fede è nell'anima, dentro il buio...
ma vuole uscire
scappare
trattare col male
salire alla luce
La voce trema,
la notte nel rammento scema
La gola infiamma, la voglia inganna
ma il buon senso in me regna
forse di entrare in te non ero degna
Ma sono felice di averti vissuto e
anche senza poterti fino in fondo penetrare
voglio continuare a viaggiare
almeno con la fantasia
perchè tu solo sei per me poesia ...

26 Marzo 2006

Le nostre vite come ad uno stop...
tu a sinistra a faro fioco...
io a destra con nel cuore un canto... "I sogni son desideri"...
Sei nei miei pensieri piu' di prima e non come ieri.
Avrei voluto un sì,
una risposta netta
Avrei voluto non avessi
sonno e fretta
Avrei voluto accarezzarti piano
e stringere la tua mano
Avrei voluto dormirti addosso
e, perchè no,
stringerti fino all'osso
Ti voglio bene anche nel disagio
perchè di te bramo affetto adagio

SPOT

Ehi ... ehi ... c'e' nessunooooo?
Sono la tua particella di odio...
Se la bevi ti depuri e come con l'omeopatia...
comincerai ad amare...

18 febbraio 2006

Impulsi di luce,
frastuono rombante
un tam tam general e uno sguardo sfuggente
Eri da solo in mezzo alla folla
e la tua ira per poco quasi decolla
La mia mente riversa su te insana passione
Nessuno degno della tua luce
vorrei urlarlo a gran voce..
ma sono stranita dal tuo distacco
eppure a letto, allora, non eri di
ghiaccio

Prima di dormire

Frenesia di un pensiero a luci soffuse
socchiuse le membra sull'isola aliena,
occhi del cielo e terra nera,
essenza aspera e fuoco fatuo
e
la cenere brucia sull'arena oscura.
Un veliero si disfa nell'ardore lento
e si consuma quivi il godimento

Napoli

Lucido e sfavillante...
malizioso e ingenuo
nell'intrigo persistente e nell'intuito un fremito
tuona, strabilla ammicca,
come una faina
scruta.
Sa dove può arrivare ma
è sempre pronto
alla fuga
Stratega del gioco a due attrae, sfiora e ....

giovedì 24 aprile 2008

Orgasmo

Non squilla,
non suona
ma tintinna sulla cima
dolce soave e lenta
una nuvola
trascorre e stenta
Trilla nell'emozione un pulsar di sottil tensione
orde di velluto raso
sembrano rose e naso
la pelle innondata i sensi si dilania ai quattro venti
ma presto si accascia il suono
in un ricordo dall'eco vacuo e,
il riso, la gioia e il vanto
lasciano spazio al pianto!

A letto senza un bacio

Una luce eterea si irradia dalle mie
pupille
il riflesso speculare delle tue celesti
immensità
riverbera nel ricordo
cerco la fuga ma,
come una vibrante corda
che infonde un'armonia leggiadra e
si libbra in un moto ondulato,
ritorno al mio destino solitario senza alcun tuo bacio

Il caos dei sentimenti

Come in un delirio multimediale
cresce la mia passione per te...Mix tra neuroni e ormoni staminali
un bit di sinapsi fuse
groviglio di arterie impazzite
alla conquista del fastweb...
rapide connessioni
stridenti e strazianti suoni
vibrazioni e smottamenti in un
vortice di sensi...
con la tua ribelle assonanza
travolgimi oh tribale danza

Scommessa clandestina

Al bivio ... rimanere o andare...
un'altalena di emozioni, scelta ardua...
all'improvviso un brivido di paura,
un pizzico di incoscienza...
perche' mollare e' come morire
e la vita e' il mio miraggio
vincere e coraggio...
trofeo ed urna ... roulette russa

Gladiatrice

Un aquilone di lana vola su di me
un cuore pulsante insanguinato perde lentamente
il battito
in un assopirsi del ritmo...
inesorabile e rapida si schiude la vita al tuo
cospetto
ed io attendo invano e immobile il tuo pollice verso ...

Musa ispiratrice


Buonanotte strana musa lussuriosa
per me quadro insolito e fatale di un fascino ancestrale
pervaso da una luce malinconica ed eterea
e di una vivida follia

Innamorato

Lo sguardo innocente
un viso da bimba sorridente
come in un quadro di Picasso
assopito in un amplesso
eri tenero e struggente
in quell'antro caldo e accogliente
mi guardavi di soppiatto e con un generoso scatto
mi riempivi di carezze
frasi e languide dolcezze
Nel mio letto avevi perso
rispetto e dignità
ma il tuo ardore troppo forte
ti inchiodava stretto qua
Ogni mio sospiro e soffio ti accendeva miccia a scoppio
Ora sei nei miei pensieri e il mio cuore hai segnato e
anche se non manca il fiato
una poesia ti ho dedicato

Panorama

Vista mozzafiato
all'orizzonte una pace
piccole case sparse corrono lontano
un pastello sfumato in cielo e l'odore d'erba acre
tutt'intorno silenzio giace e i ricordi trascendono lenti
una brezza sfiora i tuoi capelli e le foglie tremano piano.
Brizzolati i tuoi pensieri un bit luminosi un momento cupi e neri
ma il tempo si è arreso invano e nel luccichìo dei tuoi azzurri occhi
ti stringo la mano.

Tradimento

Adagio andava la mia penna
di rosso le tracce come se l'inchiostro fossero
gocce di sangue,
pensieri e parole vestiti di rabbia e rancore
faticavano ad evadere dalla mente ma non dal cuore.
Sebbene nudo ti fosti posto di fronte a me nel presente e nel passato,
niente di ciò che è fatto,
nel futuro,verrà cancellato.

La moda

Corpi affusolati
stringati in tessuti
sciantosi e colorati
in trame, costretti
ma sempre perfetti.
Lo sfarzo appare e
scompare il tempo
lo vuole riesumare
ma sola eterea ed
impalpabile emerge la
magra nudità ad evocare
in quelle ossa evidenti
la fame della mondialità

Una giornata

Sole che ride
nella rugiada
attraversa la foglia e
l'erba bagnata, non è primavera
ma un giorno qualunque
nel quale un piccolo è nato
e un giovane uomo
si è suicidato.
Così accade
la natura è gioiosa
per qualsiasi cosa
sebbene poche e rade
siano le occasioni di felicità che essa ci dà.