Scrive Giuseppe Ungaretti
"Si sta come, d'autunno sugli alberi le foglie".
La vita nella sua stagionalità rappresenta un momento x, un atomo invisibile ma presente, un pensiero intangibile ma portante, che fanno essere ogni cosa intrisa in un ordine superiore e supremo e c'è un prezioso e preciso istante in cui le lancette combaciano all'unisono con le tacchette dell'ora o dei minuti.
Il segreto è questo... saper vivere come le foglie della poesia di Ungaretti, sapere cioè che lo splendore dei colori autunnali, la progressiva atonia dei rumori e la solerte attesa del tempo che scorre... preludono all'inverno silenzioso e vellutato, come un ineccepibile disegno di caducità ma che fa ridondare di semantica tutte le espressioni e le esperienze già vissute...
Si.... nella proiezione dell'inesorabile termine al quale giungono tutte le cose c'è un raggio di luce che immobilizza e rende eterni tutti i colori, i sapori e le sensazioni che la realtà ci regala...
Ecco io mi sento così, mi sento come un cavo di rame scoperto, nudo, senza guarnizione e so che resisterò poco al freddo e alle intemperie ma sono altresì felice perchè posso viverne i rischi e le opportunità con un'intensità maggiore a qualsiasi altra frequenza.
So ove andrà a cadere il mio corpo....in un suolo duro e aspro ma so che prima avrò respirato ogni micron d'aria e ne avrò susso tutta l'anima....
Archivio blog
mercoledì 15 ottobre 2008
che meraviglia questa precarietà
Etichette:
alto voltaggio,
caducità,
cicli e fasi della vita,
polarità,
rischio
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento