Potrebbero anche essere considerate delle pillole di saggezza ma nessuno sa nè applicarle nè tantomeno conosce a fondo l'implicazione del loro significato.
C'è una generazione in particolare che usa le VIT come un "Bignami" dell'esperienza e del sapere e quasi come slogan pubblicitari e advertising da discount.
Vorrei presentarvi e farvi conoscere quelli che nella mia mente e quindi nella mia personale opinione considero le vittime di tale sistema culturale frutto come sempre del supermercato emozionale nel quale ci troviamo.
Sono persone che partecipano a corsi di indottrinamento di varia natura, nascosti nella paura di vivere la vita e l'esperienza vera quella fatta anche di situazioni e persone "marce" e si costruiscono una consapevolezza fatta delle più svariate dipendenze credendo che solo le droghe e gli alcoolici facciano parte di questa categoria....
Chi non è dipendente da qualcosa nella sua vita scagli la prima pietra.....
cibo, shopping, sesso, giochi d'azzardo, hobbies, eccessi di autostima o difetti della medesima, legami pseudosentimentali, lavoro e famiglia ma anche, sottolineo, nel migliore dei casi, sport normali ed estremi, lettura e cultura smodata, attività che sono positive e sono solite produrre endorfine ma che proprio per questo generano ugualmente dipendenza....
Ma dobbiamo per forza stare bene? Non possiamo anche diventare consapevoli della caducità della vita e decidere liberamente quando e come essere ironici e leggeri ma anche tristi e cupi, e poter sperimentare un pò di sana sofferenza e sana solitudine?
Non possiamo gioire dolorosamente (perdonate il dovuto ossimoro) accettando ed ascoltando tutti gli acuti delle nostre differenze personali e provare ad essere noi stessi anche senza etichette, convenzioni e forzati tentativi di essere smart a tutti i costi?
Queste "verità pocket" che derivano dalla cultura pragmatica americana (vincenti a tutti i costi e capaci di superare sempre e brillantemente tutti i conflitti...), dal filone della legge dell'attrazione (puoi ottenere tutto quello che vuoi se lo desideri intensamente, sia nell'effetto positivo che negativo...) e da una cultura Luterana, dove attraverso lo sforzo e la volontà si amplificano le potenzialità e le possibilità individuali e quindi la capacità di raggiungere una fetta illimitata di successo e di "porzione di paradiso" sono solo false chimere per le VIT victims....
Confrontarsi con i propri limiti è talvolta invece l'unico vero miracoloso successo al quale possiamo assistere o del quale possiamo essere i fortunati soggetti attivi.
Si perchè c'è una grande verità nella mia vita e in quella di molti cattolici, ciascuno può portare una croce almeno pesante quanto le sue possibilità e se a qualcuno arriva più pesante degli altri (relativizzando il pensiero) significa che più grande è la stima che gli viene riversata dal cosmo e dal destino....
Ai mediocri forse capiterà una piccola croce e si crederanno i beati....ma ai grandi sarà consegnato uno sforzo commisurato, proporzionale alla loro capacità di districarsi nella vita e di saper accettare tutto ciò che arriva col dono dell'umiltà.
Sia questa croce pesante o leggera il percorso tocca a ciascuno e non ci sono

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