la cortina del piacere infranta all'improvviso
e soffiava impavido...
il vento lambiva le idee
le aggrovigliava come nodi sempre più grandi e ruvidi
li attorcigliava in una catena sempre più spessa e impenetrabile
lasciai l'albero per cercare l'equilibrio
aspettando che la vela tornasse nella giusta direzione
ma non sapevo l'orizzonte al quale afferrarmi
quello corretto per il mio ritorno
e in balia della rotta rimanevo li
attonita
atterrita
inattiva
la paura blocca
il terrore sciocca
ma sagace è il destino
che già pensa in una nuova rotta

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