Un pozzo senza fine e senza fondo
dove arrancavano i miei pensieri nel buio
stritolati da un'atmosfera densa, intensa di piaghe dolenti
il dolore del cuore, il colore del miele di castagno
il lamento di un salice aggrovigliato su se stesso
nessuno poteva scrollare le mie fronde
ma onde di tormentate visioni mi affaticavano sempre di più
un eco insistente mi faceva sentire brutta....ripugnante
piegata in una verità nascosta inaccettabile
ed ineluttuosa era la risonanza di continui incessanti dinieghi....
"mi pieghi ma non mi spezzi" si diceva al volto ormai stanco
la mia seconda voce e nella pece di quel nero
vedevo solo una speranza....e potevo percorrere solo una supposizione.....
Quando finirà il tormento?
Quando il vento mi accompagnerà alla porta del sole
e rimarrà un ricordo il coraggio avuto
per superare le ataviche angoscie
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giovedì 13 maggio 2010
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