Si apre attraverso questa frase una campagna a cui si vuole far partecipare il maggior numero di opinionisti possibile. L'idea di chi scrive la frase del titolo è quella di scardinare questa insopportabile presa di posizione che comporta la deresponsabilizzazione dalle conseguenze di una falla relazionale!
Per spiegarmi meglio voglio porre a tutti i lettori di questo blog, per ora rimasto in sordina, un quesito circa il loro pensiero sul vissuto che può scatenare il sentirsi dire questa frase.
Non è una provocazione gratuita nel momento di maggior iracondia sentirsi dire "è un problema tuo?"
Non è forse una maniera di attuare la politica di Ponzio Pilato in chiave moderna?
Qualsiasi sia l'oggetto o il motivo di una discussione, qualsiasi sia la presa di posizione emotivamente esposta dell'una o dell'altra controparte, trovo sia di pessimo gusto, bassa lega e scarso valore morale rifiutare il confronto a priori alzando i tacchi e girando l'angolo, perchè è esattamente l'obiettivo opposto del "Legislattore o Creattore" della popolazione umana; è evidente infatti che se ci fosse stata da parte sua un'intenzione isolatrice degli animi, avrebbe messo ogni persona su una pianeta diverso, proprio come ne "Il piccolo principe"
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giovedì 12 novembre 2009
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1 commento:
Ciao Fede sono Silvia,
condivido questo pensiero molto umano e di fratellanza. Il senso della vita è anche l'offrire una mano al prossimo, dare un appoggio morale a chi si sente turbato o in un momento di confusione. Ritengo che poi ognuno debba comunque trovare la sua strada all'interno del suo cuore, attraverso la sofferenza si matura la forza e il coraggio di camminare. Questo tuttavia non giustifica il fatto che molte persone si “lavino le mani” e non si diano da fare per gli altri… probabilmente non hanno spazio nel loro cuore per amare il prossimo e pensano solo a se stessi, la strada verso la crescita spirituale e profondamente umana è ancora lunga per essi. Ritengo che a fronte di certi comportamenti “menefreghisti” da parte di certe persone si possa per prima cosa fare una cernita: “catalogare” i VERI amici da tenersi ben stretti e viceversa le persone che non ci tengono a noi, se guardiamo da questo punto di vista l’avversità ci torna anche utile! :-)
Attendersi un aiuto da chi non ce lo può dare è una perdita di tempo… cerchiamo ciò che desideriamo da chi ce lo può dare e non intestardiamoci con chi non ha affetto da offrirci.
Chi ti risponde è un problema tuo, senza aver tentato di aiutarti… credo non abbia proprio nulla da darti nella vita, o ben poco.
Fede avrei delle belle foto da inviarti delle serate trascorse con gli altri, anche una tua con Francy … molto carini!!! non riesco a caricarle qui, te le mando su Facebook.
Un bacio
Silvia
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