Archivio blog
lunedì 24 novembre 2008
gita fuori porta
Spesso ho avuto la sensazione che le persone volessero conoscermi come si fa con un'escursione organizzata, toccare e vedere, respirare ed udire di tutto un pò come in un parco giochi culturale dove si può imparare dalla diversità. Questo mio essere variegata come un giardino botanico mi fa ahimè paradossalmente più danno dell'essere piatta, routinaria o conformista. Invece di attrarre allontana perchè la gente non sa come porsi, non mi può prevedere e poichè tendo a spiazzarla si distanzia per non sentire che perde il controllo. In fondo è più comoda l'idea di poter dominare le persone e le situazioni piuttosto che quella di condividere ed essere consapevoli l'uno della diversità dell'altro...
Metafora del trampolino
Quando si sale su un trampolino fa paura l'altezza ed ecco che se le punte dei piedi arrivano a sfiorare il vuoto sottostante, se il trampolino si muove ed ondeggia per lo sbalzo timoroso, se l'acqua appare lontana e profonda, si comincia a sudare e cresce la tachicardia, si vorrebbe arretrare e lasciar perdere, si cercano scuse inconscie e banali, si cercano alibi per ritirare le forze...
ma all'improvviso, uno slancio, un tuffo nel tuffo dentro la coscienza e verso se stessi... e ci si butta...
L'emozione che scaturisce al buttarsi è più forte della paura e suole essere quella che si cerca di nuovo quando ci si è tuffati, per rivivere quell'adrenalina, quella meravigliosa possibilità che ci è stata offerta dal coraggio.
Che parola magica quella del coraggio....fa superare ostacoli, barriere e pregiudizi verso se stessi e gli altri....
ma all'improvviso, uno slancio, un tuffo nel tuffo dentro la coscienza e verso se stessi... e ci si butta...
L'emozione che scaturisce al buttarsi è più forte della paura e suole essere quella che si cerca di nuovo quando ci si è tuffati, per rivivere quell'adrenalina, quella meravigliosa possibilità che ci è stata offerta dal coraggio.
Che parola magica quella del coraggio....fa superare ostacoli, barriere e pregiudizi verso se stessi e gli altri....
Un pesce di nome....
ora solo capisco un pò di più...mi sono innamorata di un piccolo paese perchè io sono una grande metropoli ma non lo sapevo fino ad ora...
sempre ci si innamora di ciò che è diverso da se stessi per conoscere ed esplorare solo quelle parti di realtà che mancano nel nostro bagaglio culturale e di crescita.
Ma può essere che una piccola città di provincia non voglia confrontarsi con una più grande, caotica ma più ricca? Può essere che il suo piccolo mondo voglia rimanere tale? Non voglia allargare ed esplorare i suoi orizzonti?
Forse è come nell'oceano, un pesce grande può mangiare quello piccolo ma solo alcune specie di piccole dimensioni possono spaventare le grandi.
Un pò di mesi fa a febbraio ho conosciuto un pesce piccolo, molto colorato, giallo e arancio in qualche punto. "Me he encantado a mirarlo buscando una cohomprension a tanta rara belleza" e dopo mi sono soffermata a pensare se questo pesce desiderava entrare nel mio acquario per essere curato, protetto e sfamato. I miei sforzi presto mi hanno fatto capire che tutto il mio cangiante e sfarzoso abito non erano da lui notati e che il mio essere variopinta eccentrica ed allegra non faceva alcuna breccia su di lui. Anzi forse non gli piacevano poi così tanto queste caratteristiche perchè un poco lo spaventavano. Un pesce piccolo quando ne incontra uno grande ha paura. Questa è la mia idea. Questa è la paura di cui lui parlava. Non era mancanza di desiderio o di interesse ma una mancanza di fegato per affrontarmi. Anche se io non lo avrei mangiato tutto in un colpo ma un pò alla volta con il desiderio di assaporare tutte le sue parti....
sempre ci si innamora di ciò che è diverso da se stessi per conoscere ed esplorare solo quelle parti di realtà che mancano nel nostro bagaglio culturale e di crescita.
Ma può essere che una piccola città di provincia non voglia confrontarsi con una più grande, caotica ma più ricca? Può essere che il suo piccolo mondo voglia rimanere tale? Non voglia allargare ed esplorare i suoi orizzonti?
Forse è come nell'oceano, un pesce grande può mangiare quello piccolo ma solo alcune specie di piccole dimensioni possono spaventare le grandi.
Un pò di mesi fa a febbraio ho conosciuto un pesce piccolo, molto colorato, giallo e arancio in qualche punto. "Me he encantado a mirarlo buscando una cohomprension a tanta rara belleza" e dopo mi sono soffermata a pensare se questo pesce desiderava entrare nel mio acquario per essere curato, protetto e sfamato. I miei sforzi presto mi hanno fatto capire che tutto il mio cangiante e sfarzoso abito non erano da lui notati e che il mio essere variopinta eccentrica ed allegra non faceva alcuna breccia su di lui. Anzi forse non gli piacevano poi così tanto queste caratteristiche perchè un poco lo spaventavano. Un pesce piccolo quando ne incontra uno grande ha paura. Questa è la mia idea. Questa è la paura di cui lui parlava. Non era mancanza di desiderio o di interesse ma una mancanza di fegato per affrontarmi. Anche se io non lo avrei mangiato tutto in un colpo ma un pò alla volta con il desiderio di assaporare tutte le sue parti....
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
