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A chi non si perde mai d'animo, a chi vive ogni giorno come una meteora e scava nel suolo degli altri una profonda verità... (Federica)

domenica 29 gennaio 2012

Geco

...Geco era un piccolo e strano animaletto, non particolarmente
robusto ma agile nel modo.
Aveva un portamento serioso quasi gerarchico ,come se avesse trascorso gli ultimi anni in una compagnia militare, di cui ne deteneva il comando.
Principalmente, era solito trascorrere quelle calde serate d'estate, sorseggiando una bevanda fredda in un angolo del bar, infondo al corso.
Come se conoscesse tutti, ogni qual volta gli andava a genio un' estraneo, con cui incrociasse lo sguardo, annuiva in segno di rispetto.
Il bicchiere, innanzi a se, poteva durargli delle ore.
Lo rimpinguava con del ghiaccio, portatogli dal martoriato cameriere di turno, a cui si rivolgeva elegantemente, ma con il diritto di esserene il padrone.
- Giorgio,non ti sei accorto che la serata e' più calda del solito..
cosa aspetti a rinfrescare il mio bicchiere, ... –
quando tornava , alternava due "frasi" ormai celebri:
- ..sei il solo che mi capisca...-
- ... ti devo la vita...-
Il suo abito in lino, di un taglio elegante, portato con grazia faceva intravedere un certo benessere, ormai in declino, accompagnato da una polo stanca e scarpe di una generazione senza più data...
Un punto saliente era il suo bel orologio , conservato come una reliquia e sempre lucido,quasi perfetto .
Tutti lo osservavano come se fosse ormai un oggetto ,una istituzione del corso.
Ma nessuno lo salutava anche se Geco ,come lo avevano soprannominato ,era all'ordine del giorno.
Non si sapeva nulla di lui, da dove veniva cosa aveva fatto o chi realmente era.
Ma come apparve scomparì quello stesso anno.
Una cometa che ti accompagna tutta l'estate e di una sua debole luce ti sorride.
Ma di lui, negli anni avvenire, si ha solo il ricordo di una sedia vuota su di un bar, alla fine del corso, che per ironia nessuno occupava .
Comunque mancava un po' a tutti, con i suoi gesti, i suoi modi arcani e un po' buffi.
Ancora oggi mi chiedo cosa o chi stava aspettando con tanta pazienza.
Alessandro Soave